Alimentazione Energetica in primavera

Aggiornamento: 16 mar



La primavera secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) segna l’inizio del nuovo anno; non vi è una data stabile per questo evento, bensì viene collocata il secondo novilunio dopo il solstizio d'inverno (quest’anno il 1 febbraio).


In primavera la natura si risveglia, le giornate si allungano, aumenta la voglia di socializzare e di stare all’aria aperta; in termini di MTC ci troviamo nella fase di passaggio dallo Yin (freddo inverno) allo Yang (calda estate) e come tutte la fasi di transizione, è possibile incorrere in disturbi stagionali dovuti alla difficoltà di adattamento ai nuovi ritmi.


In un momento così delicato l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale non solo a sostegno dei normali processi fisiologici, ma anche dell’umore.

La dietetica cinese, anche detta alimentazione energetica, classifica gli alimenti in base alla loro capacità di riscaldare o rinfrescare l’organismo, al sapore (sono 5 come i 5 elementi) e al tropismo per Organi e Visceri. La primavera è la stagione associata all’elemento Legno, a cui sono connessi Fegato e Vescicola Biliare.



Il primo fattore da tenere in considerazione è ciò che la natura offre di commestibile in questa stagione: germogli, fiori, verdure a foglia verde e i primi frutti, sono alcuni esempi di ciò che la primavera offre e che in armonia con il cosmo aiutano l’uomo a riequilibrarsi. Questi alimenti sono caratterizzati da un movimento di apertura all’esterno, il loro regolare consumo imprime la stessa prorompente dinamicità nel corpo umano.


Il verde è il colore di riferimento, perciò consumare alimenti che richiamano a questo colore ne sosterrà le funzioni. Più la sfumatura è intensa, più l’alimento è ricco di clorofilla, il “sangue delle piante”; così il consumo di questi ortaggi aiuta a nutrire il Sangue di Fegato. Alcuni esempi sono cavolo nero, rucola, alga spirulina, ortica e spinacio; altri alimenti ricchissimi di nutrienti (Jing) sono le erbe spontanee, ottime per arricchire risotti ed insalate, da cui la tradizione primaverile di camminare nella campagna per raccogliere le erbe spontanee mangerecce.


Ci troviamo in un periodo di transizione, di trasformazione, di cambiamento e rinascita, questo implica il coinvolgimento dell’elemento Terra e quindi del sistema funzionale Milza(Pancreas)-Stomaco. È perciò importante sostenere al meglio la digestione con alimenti specifici (carote, zuppa di miso, tisane aromatiche, cereali in chicco) e tener presente che in questo periodo dell’anno potrebbero accentuarsi pregresse problematiche digestive.


In primavera si ha voglia di alleggerirsi, anche dal punto di vista alimentare e, riprendendo il concetto di dinamicità, questa tendenza è più che comprensibile. Immagina di voler scalare una montagna con uno zaino ingombrante, stracolmo di oggetti inutili e pesanti, o di compiere lo stesso percorso senza zavorre, solo con lo stretto necessario; indubbiamente nel secondo caso sarai più veloce, più scattante, più dinamico. Per favorire la circolazione di Qi (energia vitale) e Sangue l’alimentazione deve essere leggera, così da non appesantire Milza, Stomaco e Fegato nelle loro funzioni. Sono da prediligere i cibi di origine vegetale e gli alimenti poveri di grassi, pur tuttavia non eliminandoli completamente, per garantire il libero fluire della Bile, che diversamente potrebbe dar luogo a calcoli biliari.


In base ai 5 elementi, il sapore collegato alla primavera è l’acido, la sua azione principale è quella di portare l’energia all’interno e di trattenere i liquidi. Queste caratteristiche lo rendono il sapore più idoneo a trattare il deficit di Sangue di Fegato, le cui manifestazioni più frequenti sono pallore, anemia, ciclo mestruale scarso o assente, lingua pallida, astenia, difficoltà ad addormentarsi e crampi muscolari. Si tratta di un caso piuttosto specifico, mentre in linea di massima è da preferire il sapore piccante o aromatico tipico di spezie, buccia d’agrumi, radici crude (ravanello, daikon, rapa) ed erbe aromatiche.


È importante ricordare che in inverno l’organo maggiormente sollecitato è stato il Rene, a cui è associato il sapore salato. Per sostenerlo nella sua ripresa è ottima l’assunzione, almeno un paio di volte a settimana, di pesce di mare o, nel caso si seguisse un’alimentazione vegetariana, di alcuni alimenti che presentano una leggera inflessione verso il salato: miglio, orzo e miso.


Le cotture da prediligere non alterano particolarmente la natura termica degli alimenti e devono imprimere dinamicità al piatto; tra queste troviamo la cottura e la marinatura nel vino, la fermentazione, la marinatura nel limone e la germogliazione.


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Dott.ssa Margherita Carli - operatrice olistica


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