Macchie sul viso: che cosa significano dal punto di vista energetico?
Una macchia sul viso può attirare l'attenzione per un motivo molto semplice: è comparsa proprio lì. Ma se impari a osservare il viso attraverso la riflessologia facciale, quella stessa macchia può diventare un'informazione in più.
Me ne sono accorta ancora una volta in studio, osservando una persona che presentava una macchia sulla guancia destra in prossimità della narice. In quella zona, nella mappa del Dien Chan che utilizzo come riferimento, troviamo corrispondenze con fegato e cistifellea. Durante il colloquio successivo, la persona mi raccontò di avere problematiche importanti proprio in relazione a queste funzioni.
Questa è una delle situazioni in cui il viso diventa interessante.
Non perché una macchia debba essere interpretata in modo rigido, ma perché la sua posizione, insieme a ciò che emerge dalla valutazione energetica e dal racconto della persona, può aggiungere un tassello alla lettura.
È questo che mi interessa del lavoro sul viso: imparare a vedere ciò che spesso guardiamo soltanto.
Una premessa importante: la riflessologia facciale e le 5 Leggi Biologiche appartengono a percorsi di lettura complementari e non sostituiscono la medicina né una valutazione dermatologica quando necessaria. Qui parlo della mia esperienza e di queste discipline dal loro specifico punto di vista.
Macchie sul viso: cosa possono raccontare secondo la riflessologia facciale?
Nel Dien Chan il viso viene considerato una vera e propria mappa riflessa.
Non esiste però un'unica mappa. Esistono diverse mappe di riferimento, con decine di possibili corrispondenze. Una determinata zona può quindi essere collegata a un organo, ma anche a un'articolazione, a una struttura muscolare, a una funzione o ad altre parti del corpo, a seconda della mappa utilizzata e della valutazione che si sta facendo.
Per questo non mi interessa prendere una fotografia del viso e cercare una corrispondenza automatica.
Mi interessa leggere il viso nel suo insieme.
La posizione di una macchia o di una discromia può essere un'indicazione. La qualità della pelle può essere un'altra. Le tensioni del viso un'altra ancora.
E poi c'è ciò che la persona racconta.
Quando queste informazioni iniziano a dialogare tra loro, la lettura diventa molto più interessante.
Una delle mappe di riferimento della riflessologia facciale vietnamita
Questa è soltanto una delle numerose mappe utilizzate nella riflessologia facciale vietnamita.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che trovo più affascinanti del Dien Chan: non si tratta di una semplice cartina in cui ogni centimetro del volto corrisponde necessariamente a un organo. A seconda della mappa di riferimento, della zona osservata e del metodo utilizzato possono emergere corrispondenze differenti. Per questo la mappa è uno strumento.
La valutazione viene prima.
Il viso non mostra soltanto la pelle
Quando parliamo di macchie sul viso pensiamo immediatamente alla pigmentazione. Ma nell'osservazione riflessologica il discorso può essere molto più ampio.
Possiamo osservare:
discromie;
zone più scure o più chiare;
rossori;
impurità;
gonfiori;
cambiamenti nella qualità della pelle;
tensioni;
asimmetrie;
zone particolarmente sensibili.
Non significa che ogni piccolo segno abbia necessariamente un significato preciso.
Significa che il viso può essere osservato come un insieme di informazioni.
Ed è una prospettiva molto diversa dal semplice guardarsi allo specchio per capire se abbiamo una pelle più o meno bella.
Anche la posizione cambia la lettura
Immaginiamo due persone con una discromia simile. La prima la presenta sulla fronte. La seconda sulla guancia.
A livello puramente estetico possiamo limitarci a descriverle come due macchie. In una lettura riflessologica, invece, la posizione ci porta a osservare zone differenti della mappa.
Ed è proprio questo il punto. Non è soltanto ciò che vediamo. È dove lo vediamo.
Poi possiamo aggiungere ciò che emerge dal resto della valutazione.
Come sono i tessuti?
Ci sono tensioni?
Come reagisce quella zona al tocco?
La persona riferisce qualcosa che può essere messo in relazione con quella lettura?
Ci sono altre aree del viso che richiamano la nostra attenzione?
È l'insieme a diventare significativo.
E le 5 Leggi Biologiche cosa possono aggiungere?
Le 5 Leggi Biologiche offrono un'altra chiave di lettura delle manifestazioni del corpo e, in particolare, della pelle.
In questo approccio la pelle viene collegata soprattutto ai temi del contatto e della separazione.
Una manifestazione cutanea può quindi essere osservata anche in relazione a un vissuto di separazione, alla mancanza di un contatto desiderato o alla perdita di una persona, di una situazione o di una condizione percepita come importante.
Ma non solo. In alcune letture viene considerato anche il tema del sentirsi attaccati, invasi o minacciati, con la conseguente necessità di proteggersi.
È una prospettiva interessante perché la pelle rappresenta, fisicamente, il nostro confine. È ciò che separa il nostro interno dal mondo esterno e allo stesso tempo ciò attraverso cui entriamo continuamente in contatto con esso.
Per questo, quando osservo una manifestazione cutanea, può essere interessante anche chiedersi:
Quando è comparsa?
Cosa stava succedendo nella vita della persona in quel periodo?
C'era stata una separazione?
Un contatto venuto meno?
Oppure una situazione vissuta come un attacco, un'invasione o qualcosa da cui proteggersi?
Non cerco necessariamente una risposta. Spesso è semplicemente una domanda che apre una prospettiva diversa per una maggior consapevolezza di sé.
Il corpo non parla una lingua fatta di formule
È qui che, dopo anni di studio ed esperienza, ho compreso essere la vera differenza tra una lettura interessante e una lettura meccanica.
Non mi interessa dire: "Hai una macchia qui, quindi significa questo."
Preferisco osservare: "Questa zona richiama questa corrispondenza. Che cosa altro vedo? Che cosa mi racconta la persona? Che cosa emerge dalla valutazione?"
Perché il corpo non parla una lingua fatta di formule. Parla attraverso insiemi di segnali.
Ed è proprio per questo che il lavoro dell'operatore non può ridursi alla consultazione di una mappa.
La mappa orienta. L'esperienza permette di osservare. L'ascolto completa.
Cosa succede durante un rituale viso Meili?
Qui la teoria lascia spazio all'esperienza.
Nel trattamento lavoro direttamente sul viso attraverso manualità e strumenti differenti, scegliendo il modo di intervenire in base a ciò che osservo.
Il gua sha permette un lavoro preciso e profondo sui tessuti.
Le coppette vengono utilizzate per lavorare delicatamente sulla superficie e sui tessuti del viso.
Il linfodrenaggio accompagna il trattamento con movimenti ritmici e leggeri.
La riflessologia facciale introduce la lettura delle mappe e la stimolazione delle zone che risultano interessanti durante la valutazione.
E tutto questo avviene dentro un trattamento in cui considero importante anche il sistema nervoso.
Perché il viso non è soltanto pelle.
È tensione.
È espressione.
È respirazione.
È mandibola.
È percezione.
È il luogo in cui spesso si accumula una parte della nostra giornata senza che ce ne accorgiamo.
E cosa si prova?
Spesso è difficile spiegarlo prima di averlo provato.
La prima sensazione può essere semplicemente quella di essere finalmente fermi.
La mandibola si rilassa. La fronte si distende. Il respiro cambia ritmo. Il viso diventa più morbido.
Alcune persone percepiscono calore o leggerezza. Altre entrano in uno stato di quiete molto profondo.
Ed è proprio questo che mi piace del lavoro sul viso: la parte estetica e quella percettiva possono incontrarsi.
Puoi prenderti cura della pelle e, nello stesso tempo, concederti un'esperienza completamente diversa dal ritmo con cui normalmente attraversi la giornata.
Una cliente me lo ha descritto recentemente in modo molto semplice: "Una coccola per il viso e per l'anima."
Quando ha senso ricevere un trattamento?
Il trattamento può essere interessante se desideri qualcosa che vada oltre la semplice cura estetica della pelle.
Se senti il viso stanco, contratto, appesantito.
Se hai bisogno di rallentare.
Se senti che la mandibola, la fronte o l'espressione del viso trattengono molta tensione.
Se vuoi prenderti cura della pelle attraverso un approccio manuale e non invasivo.
Oppure semplicemente se senti il bisogno di staccare completamente.
È questo che cerco di creare con Meili: uno spazio in cui il viso viene trattato con attenzione, ma in cui non devi necessariamente "fare" qualcosa. Puoi semplicemente ricevere.
Macchie sul viso: quando vale la pena osservarle diversamente?
In verità la domanda più interessante non è: "Che cosa significa questa macchia?"
Ma: "Che cosa posso osservare partendo da questa macchia?"
La sua posizione.
La zona riflessa.
La qualità dei tessuti.
Le altre manifestazioni presenti sul viso.
Il periodo in cui è comparsa.
La storia della persona.
Le sensazioni che emergono durante il trattamento.
È dall'insieme di queste informazioni che nasce una lettura energetica più personale.
E questo è, in fondo, ciò che mi interessa trasmettere quando parlo di riflessologia facciale.
Il viso non è una superficie casuale. È una mappa.
FAQ: macchie sul viso e riflessologia facciale
Cosa significano le macchie sul viso dal punto di vista energetico?
Nella riflessologia facciale, la posizione di una macchia o di un'altra manifestazione del viso può essere osservata in relazione alle mappe riflesse. Il significato dipende dalla zona, dalla mappa utilizzata e dall'insieme della valutazione energetica.
Cosa significa una macchia sulla guancia destra?
Non esiste un unico significato valido per tutte le mappe. Nella mappa di riferimento utilizzata nel caso raccontato in questo articolo, la zona della guancia destra in prossimità della narice viene messa in relazione con fegato e cistifellea. Allo stesso modo potrebbe trattarsi di una corrispondenza con la coscia sinistra, i polmoni o il palmo della mano destra.
Cosa dice il Dien Chan sulle macchie del viso?
Il Dien Chan considera il volto una superficie riflessa del corpo. Macchie, discromie, rossori e altre caratteristiche possono essere osservati in relazione alle diverse mappe riflesse, insieme alle altre informazioni raccolte durante la valutazione.
Cosa significano le macchie secondo le 5 Leggi Biologiche?
Nella lettura delle 5 Leggi Biologiche, alcune manifestazioni della pelle vengono associate ai temi del contatto e della separazione; in alcune interpretazioni viene considerato anche il vissuto di attacco e la conseguente necessità di protezione. È una chiave di lettura propria di questo approccio.
La riflessologia facciale è adatta anche a chi non ha particolari problemi?
Sì. Non è necessario arrivare al trattamento con una problematica specifica. Può essere scelta anche come esperienza di cura del viso, rilassamento, ascolto corporeo e benessere.
Il viso è molto più di quello che vediamo allo specchio
È questo che mi ha portata ad approfondire sempre di più il lavoro sul viso.
Non soltanto la pelle. Non soltanto l'estetica.
Ma la persona che quella pelle la abita.
Nel rituale viso Meili integro gua sha, coppette, linfodrenaggio, riflessologia facciale e un lavoro attento alla relazione tra viso, corpo e sistema nervoso.
Se senti che è il tipo di esperienza che stavi cercando, puoi contattarmi per ricevere informazioni sul trattamento.
E se sei un'operatrice o un'estetista, puoi invece approfondire questo approccio attraverso la mia formazione dedicata alle tecniche di trattamento del viso e alla riflessologia facciale.
Perché imparare a guardare il viso in modo diverso significa, prima di tutto, imparare a vedere ciò che prima semplicemente guardavamo.
Margherita
