Perché in autunno siamo più tristi? Ecco qualche consiglio dall'oriente...

Aggiornamento: 6 giorni fa

Così cadono le fronde intorno all'albero in autunno: esso non ne sa nulla, la pioggia lo bagna o lo colpisce il sole o il gelo, la vita gli si ritrae lentamente in uno spazio minimo e intimo. Esso non muore. Aspetta.
Hermann Hesse


L’autunno è la stagione in cui gli alberi perdono le foglie, ritirano la propria linfa vitale all’interno, il terreno si avvia al riposo invernale, pur tuttavia custodendo i semi frutto dell’estate, pronti a germogliare in primavera.


Seguendo il ritmo del cosmo, anche l’uomo dovrebbe divenire più riflessivo ed introspettivo, assumere un atteggiamento meditativo per ricercare in sé quali aspetti è bene lasciare alle spalle e quali invece coltivare nei mesi a venire; è il momento per parlare meno e ascoltare (o meglio ancora ascoltarsi!) di più.


Persone che riscontrano difficoltà a lasciar andare (cose, rapporti, situazioni, ricordi, etc.), fino a sfociare in personalità da accumulatori seriali, potrebbero notare un acuirsi di tale tendenza proprio in autunno. Uno spunto utile proviene dall’alchimia taoista che letteralmente è l’arte del “separare il puro dall’impuro”, imparando a discernere tra ciò che è utile al proprio benessere (presenza, consapevolezza e non giudizio) da ciò che invece allontana l’uomo dal suo essere libero (ego, identificarsi con le emozioni, condizionamenti).


Come spiega la Medicina Cinese questo fenomeno?


Secondo la fisiologia della Medicina Cinese, nel Jiao superiore troviamo due organi, il Cuore e il Polmone; il primo produce il Sangue, il secondo fornisce Qi all’organismo grazie alla respirazione e si occupa della sua distribuzione nell’intero corpo. Si tratta dunque di due sistemi funzionali fondamentali alla sopravvivenza, il cui legame avviene anche a livello emozionale, in quanto il Cuore è legato alla gioia mentre il Polmone alla tristezza, due facce della stessa medaglia che si compensano vicendevolmente.


Come sarebbe possibile apprezzare i momenti di gioia se non si conoscesse la tristezza? Allo stesso modo come potremmo avere l’occasione di evolvere e guardarci dentro se non grazie ai momenti di malinconia? Non esistono emozioni positive o negative, il disequilibrio nasce da un loro mancato fluire o nel momento in cui una di esse prevale sull’altra; una persona sana prova tutte e cinque le emozioni (rabbia, gioia, preoccupazione, tristezza, paura), senza permanere a lungo in nessuna di esse.


La funzione psichica del Polmone secondo la Medicina Cinese è collegata alla voglia di vivere e alla capacità di definire chiaramente i propri confini; soggetti apatici, depressi, che si lasciano trascinare dai desideri altrui, che scoppiano a piangere improvvisamente senza apparente motivo, che non hanno un obiettivo ben chiaro nella vita, sono solo alcuni esempi di questo deficit energetico.


A tali disturbi spesso si associano sintomi fisici quali dolori mestruali, oppressione toracica, facilità a contrarre malattie dell’apparato respiratorio, accumulo di edemi a braccia e torace (il Polmone è coinvolto nella diffusione dei liquidi nel corpo) e insonnia.

Persone che soffrono di un disequilibrio energetico a carico del Polmone faticano ad apprezzare le molte sfaccettature della vita e questa assume inevitabilmente una colorazione in bianco e nero, ogni evento viene considerato solo nella sua sfumatura pessimistica, senza considerare che ogni cosa che accade, anche se all’apparenza può sembrare nefasta, è in realtà un’opportunità e porta con sé anche dei vantaggi.


Alcune evidenze storiche


Il rapporto tra tristezza e Polmone è evidente anche nel mondo dell’arte e della letteratura. A cavallo tra il 1800 e il 1900 dilagava la tubercolosi, malattia per eccellenza delle vie respiratorie, e in quell’epoca vediamo emergere numerosi artisti dalla vena malinconica, guarda caso affetti proprio da TBC; tra questi Chopin, Kafka, Orwell, Checov, Emile Bronte, ne parla anche Leopardi riferendosi all’amata Silvia e Verdi nella famosa Traviata.


Ti ritrovi almeno in parte con quanto appena descritto?

Ecco cosa puoi fare concretamente per sostenere l’energia del Polmone!


Fin da oggi puoi inserire queste tre semplici abitudini nella tua quotidianità per sentire la differenza già dopo una sola settimana:


  1. Fai pulizia dei tuoi spazi. Svuota gli armadi, i cassetti, i mobili, l’auto il pc e lo smatphone di tutti quegli oggetti e documenti che non ti servono più e occupano solo spazio. fai ordine all’esterno per liberare l’interno e imparare a lasciar andare!

  2. Dedica ogni giorno (meglio la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarti) almeno 5 minuti ad esercizi di respirazione diaframmatica.

  3. Inserisci un po’di piccante nella tua dieta! Il piccante, secondo l’alimentazione energetica, porta il Qi verso l’alto e verso l’esterno, contrariamente a quanto accade con la tristezza, che lo direziona in basso e all’interno.

Non sempre però è facile essere autodisciplinati e mantenere queste abitudini nel tempo; inoltre, se il disequilibrio è particolarmente profondo e perdura da anni, questi piccoli gesti quotidiani potrebbero non essere sufficienti. Ecco quindi che affidarsi ad un operatore olistico può fare la differenza! Come?


  1. Individuando un mix personalizzato di fiori di Bach per aiutarti a superare gli stati profondi di tristezza e soprattutto aiutandoti a comprenderne le cause profonde (prendere fiori che lavorano solo sulla tristezza spesso non basta, ecco perché il fai da te spesso si rivela fallimentare).

  2. Con un percorso di riflessologia facciale Dien Chan “bellezza viso”, per aiutare il corpo a cambiare pelle (l’epidermide infatti in medicina cinese è collegata al Polmone).

  3. Con un percorso di trattamenti Reiki per mettere in moto il Ki (energia), smuovere la malinconia stagnante e riscoprire i tuoi desideri più profondi, sepolti da anni sotto un mare di compromessi.


Dott.ssa Margherita Carli


Esperta di Medicina Cinese

Docente Alimentazione Energetica

Trattamenti Reiki e Dien Chan

Consulenze fiori di Bach e I Ching


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